IL GRUPPO LO STIAMO FORMANDO ADESSO
Quattro giorni a Madrid, con un gruppo di donne lesbiche e queer, per scoprire la città e soprattutto vivere la sua scena lesbica. Dai quartieri di Chueca e Malasaña ai locali e alle feste frequentati dalle donne, fino al tardeo del sabato, dove centinaia di lesbiche e donne queer si ritrovano per ballare e stare insieme.
Saremo accompagnate da chi Madrid la vive e la conosce bene, anche nei suoi angoli meno turistici. Puoi partire da sola o in coppia: il bello è condividere tutto questo con altre donne queer.
Le iscrizioni sono aperte! Ti raccontiamo come si sta formando il gruppo sui nostri social e sul canale WhatsApp.
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IL VIAGGIO
A Madrid possiamo passare la mattina davanti a un Picasso e il pomeriggio in mezzo a centinaia di lesbiche che ballano. Non vediamo perché dovremmo scegliere.
Quattro giorni tra Chueca, Malasaña, Almodóvar, il Reina Sofía, tapas, flamenco e spettacoli drag. La Madrid da vedere, certo, ma soprattutto quella da vivere.
E abbiamo un vantaggio: ci accompagna chi a Madrid ci vive, conosce i locali, frequenta la scena lesbica e sa dove portarci. Niente caccia al posto giusto su Google Maps.
Il sabato arriva il pezzo forte: il tardeo lesbico. Una festa che comincia nel pomeriggio e riunisce centinaia di donne per ballare, ritrovarsi e divertirsi. Non una serata genericamente LGBTQ+, ma uno spazio in cui, per una volta, le lesbiche non sono una minoranza nella minoranza.
Quattro giorni per sentirci parte della Madrid queer, non soltanto di passaggio.
IN BREVE
* Durata: 4 giorni, 3 notti
* Alloggi: hotel in posizione centrale, per muoverci comodamente tra i quartieri e i luoghi del programma
* Accompagnamento: tour leader NinaVuela per tutto il weekend, residente a Madrid e con una conoscenza diretta della città e della sua scena lesbica
* Dimensione gruppo: min 8 max 20
* Chi parte: DA SOLE O IN COPPIA – Una partenza per donne lesbiche e queer, aperta anche alle alleate, che viaggiano da sole o con la propria compagna
* Livello di adattamento: BASSO – Ci muoviamo tra quartieri, musei, mercati e locali, prevalentemente a piedi e con brevi spostamenti. Le giornate sono ricche di attività, ma senza lunghi trasferimenti. Per il tardeo basta avere voglia di ballare, anche se non sai ballare, senza obbligo di fare le ore piccole
* Contesto queer: ALTO – Madrid ha una scena LGBTQIA+ molto vivace, con locali, feste e spazi dedicati alle donne lesbiche e queer. Il viaggio è costruito anche intorno a questi luoghi, con il tardeo lesbico del sabato come momento centrale
LA TOUR LEADER
Sono Federica. Viaggio da sempre, ho girato un bel pezzo di mondo e da molti anni vivo a Madrid. La conosco bene, anche fuori dai soliti giri turistici, e mi piace parecchio.
Per questo weekend sarò la vostra tour leader. Di solito sono io quella che parte, stavolta vi aspetto a casa. E questa volta, invece di scoprire un posto nuovo, mi farà piacere farvi conoscere il mio.
IL VIAGGIO IN PILLOLE
GIORNO 1 – CI VEDIAMO A MADRID
Si arriva a Madrid, si mollano le valigie in hotel e si esce.
La sera ci ritroviamo tutte a cena. Tapas, vino, qualcosa di buono da ordinare ancora e le prime chiacchiere, mentre fuori Madrid è nel pieno della sua serata.
E dopo cena? Chueca è a due passi, con i suoi bar, i locali e le strade piene di gente. Siamo qui da poche ore e siamo già nel vivo di Madrid.
Pasti inclusi: cena
Spostamenti: arrivo autonomo a Madrid e in hotel
GIORNO 2 – DA PICASSO AD ALMODÓVAR, E POI SI ESCE
La mattina cominciamo dal Reina Sofía, dove ci aspetta, tra le altre cose, il Guernica di Picasso. Un bel modo di iniziare la giornata, soprattutto sapendo dove andremo a finire.
Nel pomeriggio cambiamo completamente scenario e ci infiliamo tra le strade di Chueca e Malasaña, sulle tracce di Pedro Almodóvar e della Movida madrileña. Qui, tra gli anni Settanta e Ottanta, Madrid ha cominciato a liberarsi di parecchie cose, e la sua cultura queer ha trovato spazio per farsi vedere, raccontare e fare rumore.
Ci muoviamo tra i luoghi di quella storia e i quartieri di oggi, pieni di locali, negozi, bar e una comunità LGBTQIA+ che continua a renderli interessanti.
E la giornata non finisce qui. La sera ci aspettano cena, flamenco e uno spettacolo drag. Perché Madrid riesce a mettere insieme Picasso, Almodóvar e una drag queen nella stessa giornata. E a noi sembra un’ottima idea.
Pernottamento a Madrid
Pasti inclusi: cena
Spostamenti: in città, tra musei, Chueca e Malasaña
GIORNO 3 – IL SABATO È FEMMINA

La mattina ci prendiamo Madrid da un’altra prospettiva: un giro in tuk-tuk tra il Parco del Retiro, Puerta del Sol e Plaza Mayor. Poi ci infiliamo nel Mercado de San Miguel, tra bancarelle, tapas e l’immancabile bocadillo de calamares. Perché anche mangiare, qui, è una cosa seria.
Ma oggi abbiamo soprattutto un appuntamento: il tardeo lesbico.
A Madrid non serve aspettare mezzanotte per andare a ballare. Si comincia nel pomeriggio, quando le feste dedicate alle donne riuniscono anche centinaia di lesbiche e donne queer. Musica, gente che si ritrova, nuove conoscenze e una pista da ballo che non ha bisogno di molte spiegazioni.
È uno dei motivi per cui siamo venute fin qui. E stavolta ci arriviamo insieme, accompagnate da chi questa città la conosce davvero.
Poi c’è Chueca, con i suoi locali e tutto il resto della serata davanti. Vediamo dove ci porta Madrid.
Pernottamento a Madrid
Spostamenti: giro in tuk-tuk e spostamenti in città
GIORNO 4 – MADRID, FINO ALL’ULTIMO

È domenica, e a Madrid significa una cosa: El Rastro. Il mercato delle pulci più famoso della città, un intreccio di bancarelle, oggetti improbabili, vestiti vintage, antiquariato e gente che si muove tra le strade di La Latina.
Ci infiliamo nella confusione, curiosiamo, magari troviamo qualcosa che non stavamo cercando. E tra una bancarella e l’altra c’è sempre un bar dove fermarsi per l’ultima caña o qualche tapas.
Poi, a seconda degli orari dei voli, ci sarà ancora tempo per un giro in città prima di tornare a casa.
Quattro giorni a Madrid. E una lista di posti in cui tornare che probabilmente si è già allungata.
Spostamenti: visita al Rastro e trasferimento autonomo in aeroporto